Questo ippon di  Ashi-Jime (presa al bavero di Okuri-eri-Jime) è particolarmente interessante perchè evidenzia l’efficacia di strangolare “scavalcando” l’avversario e usando il peso del corpo per “sedersi” sul collo. L’effetto di soffocamento si raggiunge non tirando con la mando che tiene il bavero, ma portando avanti le anche.

Meno efficace è lo strangolamento eseguito senza scavalcare uke, limitandosi (per un lottatore destrorso) a inserire il ginocchio sinistro sul fianco destro dell’avversario e scavalcandolo soltanto con la gamba destra. In questo caso, infatti, uke può difendersi afferrando la caviglia sinistra mentre allenta la presa sul collo. Inoltre, tori è in equilibrio molto precario.

Efficace esempio di uchi mata. Il rumeno commette un’ingenuità nello stare curvo in avanti di fronte ad uno specialista del calibro di Suzuki. Notare il lavoro sulla manica,azione damashi tipicamente giapponese, atto a disperdere l’attenzione nell’atleta avversario. La “confusione” generata, distoglie l’attenzione dall’azione principale.

Per essere efficace, l’azione damashi ha bisogno di essere ripetuta più volte di seguito. E’ un fatto noto e studiato in psicoterapia (ma anche nella psicologia dell’inganno, dei giochi di prestigio e del mentalismo) che di fronte a un fatto nuovo o imprevisto il cervello perde la capacità di elaborare quello che gli sta attorno per concentrarsi sull’evento specifico.

In questa perfetta interpretazione di tai-otoshi, la lotta sulle prese è accettabile poichè non ha lo scopo di bloccare l’avversario impedendogli di esprimere il suo judo, ma quello di creare un’azione diversiva, adatta a distogliere l’attenzione di uke dalla tecnica che tori sta preparando. L’attenzione di uke, nel momento dell’attacco, peraltro fulmineo, è ancora completamente rivolta all’effettuare la presa…

La migliore opportunità per tai otoshi è “henka yotsu” ossia prese opposte – destro contro mancino – Qui l’atleta russo, mancino, affonda un eccellente tai otoshi approfittando del momentaneo vantaggio sulle prese rispetto all’avversario. L’atleta del Laos, destro, porta entrambe le mani al bavero sinistro del russo. In un primo istante, nel portare avanti anche il braccio sinistro, pareggia i piedi assumendo una posizione ancora accettabile dal punto di vista difensivo, ma successivamente arretra di nuovo la gamba sinistra, riportandosi in migi shizen tai, lasciando però in avanti la mano sinistra. Questa posizione destra, con la spalla sinistra avanzata, è fortemente penalizzante ed il russo è bravo a congelare l’azione in uno splendido ippon.


Swain vs Koga